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Il progetto Happy su Internet è un Ecosistema Digitale del web 2.0 Stampa E-mail

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Happy è un progetto
di Ecosistema Digitale

Il documento che segue (in cui Happy si riconosce) spiega tecnicamente, ma semplicemente, perchè tutte le attività del Progetto Happy sono di successo e danno lo stesso successo anche alle aziende che vi partecipano.
HAPPY è un progetto di "ECOSISTEMA DIGITALE DEL WEB 2.0" (info) composto da varie attività integrabili nel tempo che contribuiscono tutte ad OTTENERE la VISIBILITA' PERMANENTE sul WEB nelle PRIMISSIME POSIZIONI dei MOTORI di RICERCA, visibilità ottenuta con il SEO NATURALE di cui beneficiano i partecipanti ai progetti Happy. (vedi www.sviluppareaffari.it)
La visibilità permanente deriva dal fatto che il progetto Happy, che è nato nel 1996 all'epoca del web 1.0 oggi, nel web 2.0, è diventato un "Ecosistema digitale" grazie alla sua presenza sul web da tantissimi anni, al suo Network di centinaia di PORTALI VERTICALI TEMATICI (Vortali) caratterizzati da domini denominati con nomi comuni, semplici e mnemonici (vedi indice), di COMUNITA' COMMERCIALI e di PAGINE VISIBILITA' TEMATICHE di tutti i settori (vedi indice), sinergiche ed interconnesse tra di loro per fornire informazioni specifiche agli internauti che 
sui motori cercano gli argomenti che queste contengono e consentono altresì di FARE, perchè sono interattive e consentono di partecipare direttamente ed autonomamente con l'autogestione, tramite il "sito fai da te"
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Ecosistema Digitale
Il concetto di "ecosistema digitale", nell'accezione che descrive la relazione tra dinamiche evolutive, reti informatiche e la capacità  di tali sistemi di autoorganizzarsi, è stato utilizzato per la prima volta da Massimo Giordani, docente di "Integrazione dei media" e di "Strumenti e metodi di interazione ipermediale" al Politecnico di Torino. Un "ecosistema digitale" è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto.
E' una visione olistica della Rete che trova fondamenti scientifici nelle più recenti teorie sui sistemi complessi e sullo sviluppo delle reti a invarianza di scala (scale free network).
Da un punto di vista operativo, questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità  on-line e, quindi, di probabilità  di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione.
Elementi base di un ecosistema digitale sono, oltre al "classico" sito Internet, i nuovi strumenti resi possibili dal cosiddetto Web 2.0, tra cui blog, Podcast, YouTube, Flickr, MySpace, Second Life, le community di settore, i social network, i forum, i syndication, i Mashup, e tutti quei canali e luoghi digitali con cui è possibile "comunicare", magari a target diversi ma in un'ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità .
Gli ecosistemi digitali sono fortemente inflenzati dai fenomeni a invarianza di scala, dalle leggi di potenza delle reti, dalla fitness dei nodi. Tali ecosistemi, infine, hanno una tendenza ad evolvere verso strutture di autoorganizzazione.
Le reti dell'economia classica, come quelle della digital economy, si evolvono secondo i modelli a invarianza di scala, e presentano struttura simile a quella di un ecosistema che, in più, esibisce fenomeni di clustering su base geografica, dove le società  presentano un più elevato numero di link con i consumatori locali.
Il concetto di "ecosistema digitale" trova sempre più ampie applicazioni, anche in ambito sociale, grazie al costante sviluppo del mondo Internet.
estratto da www.timeandmind.net
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Ecosistemi Digitali e Mondi Virtuali al servizio delle aziende
Ci sono diversi modi altrettanto validi per promuovere la visibiltà di una azienda o di un brand sul Web.

Ma solo un metodo è giudicato come il più efficace per aumentare con "legge di potenza" la visibilità in rete di un sito web. Una tecnica ispirata da recenti studi condotti da università americane sul comportamento delle reti a invarianza di scala che come il Web descrivono il comportamento e la topologia delle reti aziendali descritte qui come un "ecosistema digitale".

Un ecosistema digitale  può svolgere un ruolo fondamentale nello scambio di conoscenza e di contatti, nel promuovere la visibilità di un sito e nel dare un’immagine convincente delle aziende ma che, nellaecosistema digitale maggior parte dei casi, sarà ampiamente premiato da un'alta  visibilità sui motori di ricerca.

E' finito il tempo in cui era possibile, con manipolazioni sulle risposte dei motori di ricerca, promuovere siti web in maniera speculativa:  un vero e proprio processo che segnò un epoca non troppo lontana e che prese il nome di "bolla della visibilità sul Web".

La lotta per la visibiltà del Web 2.0 si vince oggi con la qualità dei contenuti, la credibilità del materiale pubblicato e i principi collaborativi con cui le aziende attivano i cosiddetti social network e i corporate blog, facendo partecipare attivamente i propri utenti in un processo di condivisione delle idee e delle informazioni e di creazione di contenuti utili alla collettività.

Il Web, del resto, è un bene comune e visioni distorte o pilotate dai motori di ricerca sono obiettivo di vibranti proteste.

Una percentuale altissima di siti Internet è pressoché invisibile ai navigatori i quali, di regola, si fermano all’analisi delle prime pagine dei risultati proposti dai motori di ricerca. Essere indicizzati oltre la terza-quarta pagina visualizzata da Google equivale a non essere reperibili.

Da questa considerazione nasce la battaglia per la visibilità nella quale tutti combattono con armi più o meno efficaci e quasi sempre senza una vera strategia.

Un ecosistema digitale aziendale, invece, aiuta le imprese in questo compito e, in termini operativi, si traduce in una quanto più possibile fitta ramificazione di concetti, substrati di informazione, su cui si colloca la potenzialità che una azienda dimostra nel fare partecipare, collaborare sia i propri dipendenti che i propri clienti nella realizzazione di un vero e proprio social network aziendale.

I motori di ricerca apprezzano i collegamenti perché rappresentano un segno di “credibilità” del sito oggetto dei link. Il Web 2.0, attraverso i suoi potenti strumenti di social networking opportunamente utilizzati grazie a una accurata pianificazione strategica, rappresenta una grande opportunità per creare “visibilità”.

È il caso di evidenziare con forza che alla base di qualunque strategia vi deve essere la qualità dei contenuti, condizione imprescindibile sulla quale iniziare un lavoro di costruzione di un ecosistema digitale che diverrà tanto più efficace quanto più i suoi contenuti sono pertinenti, aggiornati, collegati, visitati.
estratto da www.thedailybit.net 
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Articoli estratti da "Internet è cambiato. E Voi ? WEB 2.0" a cura di Vito di Bari - Editore "Il Sole 24 Ore" 
"Ecosistemi digitali e Web 2.0 al servizio della aziende" di Massimo Giordani
Il primo passo per valutare oggi "essere" nel World Wide Web (web2.0) risiede nella comprensione del concetto di "Ecosistema Digitale"
In analogia al significato di "Ecosistema biologico", il quale trova la sua essenza nell'interazione fra gli elementi di una comunità di organismi e l'ambiente in cui essi vivono, un ecosistema digitale ha l'obiettivo di svilupparsi grazie alle interazioni fra le parti di cui è costituito: pagine web e link.
Una qualunque azienda ha nel "classico" sito internet l'elemento base del suo ecosistema digitale.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi, questo snodo fondamentale della comunicazione aziendale è ampiamente sottoutilizzato a causa di una scarsa visibilità sui motori di ricerca.
Un ecosistema digitale, semplificando, si traduce in una quanto più possibile fitta rete di pagine web interconnesse. Tali pagine coesistono le une accanto alle altre, formando uno stretto tessuto di relazioni in reciproca interazione, competizione e correlazione. 
I motori di ricerca apprezzano, oltre la vetustà e la continuità dei siti, i collegamenti perchè rappresentano un segno di "credibilità del sito oggetto dei link
Il web 2.0 attraverso  i suoi potenti strumenti di social networking, se opportunamento utilizzato grazie a un'accurata pianificazione strategica, rappresenta una grande opportunità per "dare visibilità" a qualunque genere di sito o portale
Un paradosso che vivono inconsapevolmente molte aziende risiede nel loro desiderio di raggiungere il maggior numero possibile di potenziali clienti; a tal fine possono venir messe a budget ogni anno cifre importanti da destinare alle tradizionali ed effimere forme pubblicitarie trascurando quello che è l'elemento più importante per il raggiungimento dell'obiettivo: l'azienda stessa.
Quante realtà imprenditoriali hanno sepolte nei loro archivi quantità significative di documenti, progetti, disegni, fotografie, filmati che, invece di giacere dimenticati, andrebbero digitalizzati, schedati e pubblicati on line nei social network come Flick o You Tube (o nelle Comunità Commerciali by Happy), dove milioni di navigatori potrebbero trovare questi file, apprezzarli, commentarli, condividerli (e cliccare sul link che porta al sito aziendale) ?
I costi tecnologici, al limite, possono essere praticamente azzerati utilizzando le solide strutture dei social network più adatti al tipo di contenuto che si intende pubblicare.
Il vero investimento è nel progetto, nel recupero dei documenti e nella loro opportuna classificazione, "etichettatura" (tagging) e pubblicazione.
I vantaggi di un'operazione di questo tipo sono molteplici: recupero di documenti che nel tempo andrebbero persi, valorizzazione della propria storia, presenza su un canale persistente e accessibile da tutto il mondo, costruzione di una solida politica di branding, incremento costante del numero di visitatori dell'ecosistema digitale aziendale, ecc.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con le forme di pubblicità tradizionali, quì si tratta di intervenire profondamente nelle politiche aziendali e di costruire un vero e proprio "asset innovativo".
E' una visione "olistica" della comunicazione che trova nel Web 2.0 uno strumento con potenzialità formidabili
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Estratto da "Sistemi complessi e coda lunga" di Massimo Giordani
... omissis ... il Web è tipicamente una "tela senza ragno", cioè priva di un "supervisor" che ne controlli l'evoluzione. Se non c'è un ragno, significa che dietro la rete non c'è neanche un progetto. Nel mondo reale queste reti sono infatti auto-organizzate, sono cioè il chiaro esempio di come le azioni indipendenti di milioni di pagine e link diano vita a un eccezionale comportamento emergente.
Un'altra peculiarità ... che consente di spiegare, almeno in parte, lo sviluppo della rete Internet e del Web 2.0 è proprio l'auto-organizzazione di questi sistemi complessi.
La rete Internet è oggi composta da centinaia di milioni di computer gestiti da una percentuale significativa della popolazione mondiale, in cui ogni singolo individuo mette al lavoro parecchi miliardi di neuroni ...
Secondo la teoria della "coda lunga" se esiste un canale di distribuzione sufficientemente grande, anche i prodotti meno diffusi possono avere un mercato significativo. Nel loro insieme, i prodotti di nicchia hanno la potenzialità di raggiungere una quota di mercato equivalente o superiore a quella dei pochi "best seller" che tradizionalmente occupano i punti vendita
Seguendo questo principio, un'azienda che desideri migliorare la propria visibilità online e fare politiche di branding può attivare molteplici canali (prevalentemente utilizzando le piattaforme offerte dal Web 2.0) i quali, tutti insieme, a parità di costo, porteranno quasi certamente più visitatori e contatti di quanto possa fare un singolo portale aziendale o un'operazione pubblicitaria tradizionale.
Colpire molti network diversi allo stesso tempo, sfruttando i "legami deboli" che li collegano, per aumentare la probabilità di far confluire visitatori sulle pagine volute è una strategia vincente che può offrire vantaggi sopratutto alle piccole e medie imprese.
 
"Ecosistemi digitali e creazione del valore" di Massimo Giordani
Gli esempi interessanti di ecosistemi digitali complessi sono molti e dimostrano come sia possibile cambiare approccio al mondo della comunicazione e del marketing, creando valore e arrivando a presidiare efficacemente le prime pagine dei risultati dei motori di ricerca.
Si prendano per esempio due parole estremamente comuni come "computer" o "Happy" che diano alcune centinaia di milioni di risultati su Google, Yahoo o Bing.
E' chiaro che la competizione su queste parole per raggiungere le prime pagine dei risultati di un qualunque motore di ricerca è molto forte.
Chi può sperare di vincerla ? Solo chi è stato capace di progettare un ecosistema digitale fitto di relazioni, interessante e convergente verso portali tematici di grande qualità, ricchi di contenuti e costantemente aggiornati

Se volete fare una prova pratica cercando la parola "Happy" su Google, Bing o Yahoo, guardate il numero dei risultati ed il posizionamento del nostro sito
www.happy.it !
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Estratto da "Aumentare la Fitness" di Massimo Giordani
Il fisico italiano Ginestra Bianconi ha spiegato in termini matematici come le dinamiche descritte permettano a nodi di una rete, in questo caso le pagine delle aziende, di svettare nelle ricerche mirate coi motori, e per descriverle ha utilizzato un parametro il cui nome è stato mutuato dalla biologia: la "fitness"
Nel Web ... la fitness è definita come quel parametro matematico che indica la capacità  di un nodo di annettere nuovi link e di competere con altri nodi.
Sul web le pagine con la fitness più elevata sono anche quelle più popolari.
A mano a mano che lo spazio dell'ecosistema viene occupato dai primi gruppi di specie, riducendo lo spazio competitivo e le nicchie evolutive disponibili, aumentano le varietà, i servizi di "basso livello", che meglio si adattano alle nicchie appena formatesi e che sono le stesse varietà in competizione che contribuiscono a formare.
Non è un caso che queste strategie di elaborazione dell'informazione e di gestione delle conoscenza siano spesso definite "bottom-up", nelle quali le parti individuali del sistema vengono poi connesse tra loro in modo da formare componenti più grandi, che vengono a loro volta interconnessi fino a realizzare un sistema completo.
E' questo il vero significato di Ecosistema e, per il World Wide Web, di ecosistema digitale: l'emergere di una nuova forma di complessità indistinta dall'intervento del singolo componente ma dovuta all'interazione del singolo con l'ambiente e con gli altri componenti del sistema, dove il tutto è diverso dalla semplice somma delle parti.
In estrema sintesi, si vuole evidenziare come anche in realtà di dimensioni modeste, quelle piccole e medie imprese che da sempre sono la base solida dell'economia italiana, possono trovare nel Web e nell'applicazione del concetto di "ecosistema digitale" un'opportunità formidabile per creare valore aumentando esponenzialmente la loro visibilità in rete.
Ancor oggi sono davvero poche le realtà italiane (Happy è una di queste) che attuano una politica strategicamente organizzata per aumentare la "fitness", come è facile constatare ripetendo l'esempiocon la parola "Happy" con un'infinità di altre parole chiave.
(fate una prova cercando sui principali motori le parole "Happy" o "Network Happy" o "Collabora con Happy" o "Visibilità con Happy" o "Happy Promoter")
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Estratto da "Qualità e reputazione" di Massimo Giordani
E' il caso di evidenziare con forza che alla base di qualunque strategia Web 2.0 oriented deve esservi qualità, correttezza, rispetto dei propri interlocutori; condizioni imprescindibili sulle quali iniziare un lavoro di costruzione di un ecosistema digitale che diverrà tanto più efficace quanto più i suoi contenuti saranno pertinenti, aggiornati, collegati, visitati e condivisi.
I navigatori sono in grado di scoprire gli inganni e di trasformare quelle informazioni in un boomerang che può arrivare a uccidere l'azienda che le ha diffuse. Per questo motivo la costruzione di un ecosistema digitale aziendale che possa costituire una solida base su cui fare branding, aumentare la visibilità, instaurare relazioni, fino a coinvolgere i navigatori nei processi decisionali interni (per esempio, per la definizione  di nuovi prodotti o servizi), non è banale e non può essere ricondotta a un'operazione "di routine"
Con questo approccio si è non lontani dalle tradizionali, e ormai obsolete, politiche di "indicizzazione" e di "posizionamento" online (tipiche del Web 1.0) che non tenevano in conto la "saggezza delle folle" e la qualità oggettiva di ciò che andavano a promuovere.
Oggi, solo partendo da una solida "reputazione" è possibile pensare di cogliere a fondo le enormi possibilità offerte da Internet nel suo complesso.
 Nel web 2.0 infatti il sistema di ricerca deve essere fatto non più con le semplici "parole chiave" ma con frasi compiute e logiche perchè i motori di ricerca evoluti sono "semantici" e similmente all'intelligenza umana forniscono risposte pertinenti se si fa capire cosa si sta cercando.
Per fare un esempio: se su Internet si cerca la parola "Leopardi" il motore non può capire se l'internauta vuole informazioni sui leopardi, gli animali del Kenia, o sul poeta Giacomo Leopardi.
Ma se si cerca con le parole "sonetti di Leopardi" il motore capisce e fornisce le informazioni pertinenti sul Poeta.
Fortunatamente, le aziende italiane che godono di una grande credibilità, magari geograficamente limitata ma indiscutibile, sono moltissime.
Quelle capaci di intendere che la rete ha innescato un processo di trasformazione epocale e, quindi, di mettere in campo la loro "reputazione" hanno all'orizzonte opportunità impensabili fino a pochissimi anni fa
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ECOSISTEMA DIGITALE, cosa significa.

In analogia al significato di "ecosistema biologico", il quale trova la sua essenza nell'interazione tra gli elementi di una comunità di organismi e l'ambiente in cui essi vivono, un "ecosistema digitale" si sviluppa grazie alle interazioni tra le parti di cui è costituito: pagine web, link e persone.

La dimostrazione di un successo  ottenuto dal Network Happy con l' Ecosistema digitale sono le "pagine visibilità".

Una delle attività di successo realizzate da Happy sono infatti le "pagine visibilità tematiche" che essendo già posizionate nei primissimi posti dei motori di ricerca grazie all'Ecosistema Digitale, rispondono subito e direttamente alle ricerche degli internauti sugli argomenti che trattano, anche se cercati con parole diverse.

Le pagine visibilità sono molto utili per le Attività di tutti i settori perchè mettono in contatto la "domanda con l'offerta", cioè chi cerca un determinato prodotto o servizio con chi  vorrebbe venderlo.

In sintesi le pagine visibilità che sono un servizio "Mediaweb by Happy" funzionano al contrario della pubblicità tradizionale ma fanno ottenere tangibilmente i risultati con la stessa auspicati.

Infatti:
- nella pubblicità realizzata con i Media tradizionali - stampa, volantini, cartelloni stradali, radio, Tv - sono le attività che diffondono a pioggia il messaggio pubblicitario o promozionale per catturare l'attenzione di chi potrebbe essere interessato allo stesso messaggio. Risultati: incerti, molto limitati e non quantificabili, a fronte di costi elevati

- con le "pagine visibilità", al contrario, sono i clienti che cercano un prodotto o servizio e, conseguentemente, le attività dove rivolgersi. Risultati: certi, concreti e verificabili, a fronte di costi estremamente bassi

Per saperne di più visita i seguenti argomenti correlati:

1- presentazione delle pagine visibilità:

   a- per navigazione con Explorer, clicca

   b- per navigazione con altri browser, clicca

2- per vedere le varie tipologie di pagine visibilità

3- ... fatti trovare da chi ti sta cercando

 
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